Written by 3:47 pm Oratoria - Heri

Facciamo ordine

La dispositio (disposizione degli argomenti) è la parte della retorica che codifica le strategie per stabilire l’ordine di un discorso nei suoi diversi aspetti: per disporre in successione le parti, per ordinare le parole all’interno di una singola frase, per raccontare una serie di eventi in modo chiaro, breve e avvincente; oppure per organizzare la disposizione degli argomenti a supporto di una tesi.

Relativamente a quest’ultima finalità, la retorica classica codifica tre possibili modelli di disposizione degli argomenti.

Il primo consiste nel collocare quelli più solidi alla fine del discorso: è il cosiddetto ordine crescente. In questo modo, il pubblico porta con sé, a discorso finito, il ricordo degli ultimi e più incisivi elementi probatori. Si corre però il rischio di annoiarlo all’inizio, di perdere di credibilità a causa della debolezza degli argomenti iniziali: di lasciarsi sfuggire, insomma, l’uditorio per strada.

Una seconda possibilità prevede allora che si dispongano all’inizio gli argomenti più forti e che si proceda via via verso i più deboli, secondo un ordine decrescente. Questo schema, tuttavia, rende più difficile dissimulare gli argomenti meno efficaci: collocati alla fine dell’argomentazione, il pubblico li ricorderà meglio e, anzi, forse potrebbe finire per ricordare solo quelli.

Il terzo modello, detto ordine omerico o ordine nestoriano (dalla disposizione a tenaglia con la quale Nestore, nel quarto libro dell’Iliade, aveva schierato le truppe greche in battaglia), rappresenta una sintesi dei due precedenti, dei quali si sforza di assumere i pregi ed evitare i difetti. Consiste nel distribuire gli argomenti più fragili al centro, e quelli più persuasivi all’inizio e alla fine del discorso probatorio. In questo modo, l’oratore non rischierà di perdere autorevolezza o di annoiare l’uditorio e, nello stesso tempo, si assicurerà che ad essere memorizzati siano quegli argomenti forti che avrà riservato alla parte finale proprio per la loro efficacia.

Occorre tuttavia prestare attenzione ad un ulteriore aspetto. L’oratore/avvocato dovrà sempre sforzarsi anche di tener conto dei cambiamenti che il discorso avrà indotto nell’atteggiamento del pubblico: dovrà saperli cogliere e misurare, rielaborando via via la disposizione degli argomenti in funzione della ricezione del suo discorso. In una sorta di necessario e permanente adeguamento.

Per ulteriori approfondimenti:

Maria Pia Ellero, Retorica. Guida all’argomentazione e alle figure del discorso, Carocci, Roma, 2017

Bice Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Bompiani, Milano, 1989

Perelman – Olbrechts-Tyteca, Trattato dell’argomentazione. La nuova retorica, Einaudi, Torino, 1958

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